Domenica 15 dicembre 2019

Mungai: “Un Codice etico per gli amministratori di Serravalle”

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Giovedì 14 Giugno 2012
La risposta del sindaco all'interpellanza del consigliere di minoranza Gianni Manigrasso durante il

“Una visione distorta e parziale che non dà il quadro veritiero della realtà”. Questa l'opinione del Sindaco di Serravalle Pistoiese, Patrizio Mungai, sulla ricostruzione degli eventi riportati nell'interrogazione sulle “gite di Pistoiambiente” presentata dal consigliere di minoranza, Gianni Manigrasso. La riposta del primo cittadino è stata data, come Mungai aveva annunciato, durante il consiglio comunale di giovedì 13 giugno, dove il Sindaco ha voluto opporre al “teorema di Manigrasso” un “atto concreto: propongo la stesura di un Codice etico che indichi a tutti gli amministratori di Serravalle quale sia la scelta più giusta da fare in ogni occasione. Dieci anni fa sarebbe stato utile, in sua assenza fu ritenuto opportuno accettare l'invito dei soci di Pistoiambiente. Se il consiglio istituirà il Codice etico, consentirà a tutti gli eletti di non decidere più in base al momento, ma in base a regole precise” dice Mungai.
Il sindaco ha ricordato che: “le interrogazioni dovrebbero avere come oggetto l'attività dell'amministrazione in corso, non riportare storie del passato che avrebbe senso ricordarle solo se Manigrasso avesse riscontrato un qualche illecito. Se c’è chiedo al consigliere di andare subito a denunciarlo invece di limitarsi alle minacce, perché io, come cittadino e amministratore, lo farei. Altrimenti invito tutti a concentrarsi sui problemi concreti del nostro comune e di creare un confronto propositivo tra maggioranza e opposizione”.
“La vicenda delle gite è vecchia e risaputa – rammenta Mungai – ed è chiaro che tirala fuori oggi, in una situazione completamente diversa e dopo tanti anni, si presta bene ad insinuazioni. Oggi non avremmo accettato quell'invito ma in quel periodo, un rifiuto poteva essere letto come gratuita scortesia”.
“Serravalle – continua Mungai - ha voluto però mettere i cittadini residenti nei pressi della Discarica a “sentinella” di quel che accade, li ha organizzati in un Comitato di Controllo, che gode di completa autonomia di azione”.
“L'azione che il Comune può intraprendere sulla discarica è la stessa che può esercitare su una qualunque altra azienda del nostro territorio. Però si tratta della discarica e si deve vigilare, per questo l'azione politica è stata centrale nell'indirizzare la proprietà verso certe scelte che tutelassero la sicurezza e la salute della gente. Il confronto politico con la discarica ha portato in quegli anni importanti risultati come le certificazioni Iso, Emas, la biennalizzazione dell’analisi dei licheni... e anche l'accordo per la realizzazione del Polo Scolastico antisismico, operazione vantaggiosa per il Comune, come dimostrato alla stessa Corte dei Conti, e legale, visto che anche la Guardia di Finanza, dopo una minuziosa indagine, non ha trovato nessuna irregolarità dove non ce ne erano”.
“Sulle gite non ho niente da nascondere – ribadisce Mungai - come ho detto ai giornalisti che me lo hanno chiesto, io ho partecipato all'ultima gita e non ero assessore all'Ambiente bensì al Bilancio. A queste gite erano invitati amministratori e rappresentanti della società civile e tutti sapevano del loro svolgimento. In dieci anni, con due campagne elettorali di mezzo, guarda caso nessuno dell'opposizione ha mai sollevato la questione. Solo Manigrasso, a ben quattro anni di distanza dalla loro conclusione, le tira fuori e ci costruisce sopra un “teorema” che insinua il dubbio nei cittadini oltre ad intaccare la mia rispettabilità”.
Mungai puntualizza: “Le gite, e non vacanze, sono state organizzate dai soci di Pistoiambiente affittando pullman da cinquanta posti e invitando chi volevano. Il sindaco Renzo Mochi mi chiese di accompagnarlo proprio perché riteneva che andare solo poteva dare adito a quelle insinuazioni che oggi Manigrasso sta diffondendo”.
Anche sulla vicenda del camion sequestrato la versione del consigliere “si discosta dalla realtà – conclude Mungai – è un fatto che fu chiarito alla popolazione e finì anche sui giornali. Eppure me lo ritrovo descritto come se fosse stato insabbiato. Ci fu un consiglio comunale aperto alla cittadinanza e, come ho già ricordato, dopo il sequestro non potevo dire molto essendo in pieno svolgimento l'azione della magistratura e una fuga di notizie poteva ostacolarne il lavoro”.